Libreria Veliero: un porto sicuro per anime sensibili.

Era il mio secondo anno alla facoltà di Architettura e Design.

Inizia un nuovo corso, Storia del design.

Mi approccio alla materia carica di aspettative e anche con una certa pressione perché mi chiedevo come fosse possibile raggiungere quei livelli così alti.

Poi tutto è diventato chiaro quando a lezione ci presentarono un certo Franco Albini, fino a quel momento a me sconosciuto.

Il mio approccio al design non è stato mai più lo stesso da quel giorno ma, sentimentalismi a parte, contestualizziamo e diamo un background a questa colonna portante del design italiano.

Chi è Franco Albini?




Franco Albini (Robbiate, 17 ottobre 1905 – Milano, 1º novembre 1977) è stato un architetto, urbanista, designer e accademico italiano, aderente al razionalismo.

Tra i numerosi riconoscimenti al genio di Albini, ricordiamo:

  • i tre Compasso d’oro (1955, 1958, 1964);

  • il premio Olivetti per l’Architettura (1957);

  • il premio “Royal Designer for Industry” dalla Royal Society di Londra (1971).

Insomma, Franco Albini sapeva il fatto suo e su questo non si può discutere e di certo non potevo discutere io che al tempo del nostro “incontro” ero solo una studentessa di appena vent’anni.

Però in virtù dei miei ruggenti vent’anni, splendidi e complicati, ho potuto cogliere una sfumatura malinconica in Albini che è ad oggi il motivo per cui io sono ancora qui a parlare di design.

L’ho sentita un po’ mia, quella malinconia. Mi sono sentita al posto giusto, nel momento giusto, quando ho visto per la prima volta nella mia vita la Libreria Veliero.

Nominare, citare, anche solo pensare a un progetto del genere richiede un’umiltà senza precedenti e spero che le mie parole siano un omaggio a ciò che io considero una vera e propria opera d’arte.

Ma scendiamo nel dettaglio.



La Libreria Veliero è un oggetto di design progettato nel 1940 e realizzato in un unico esemplare espressamente per la casa di Albini e successivamente prodotto da Cassina a partire dal 2011.

L’individualità del progetto è dato dalla tensostruttura che rimanda a un’imbarcazione a vela ed è costituita da due aste in legno di frassino fra le quali, attraverso dei tiranti in acciaio, sono sospesi i ripiani in vetro.


E poi una notte il prototipo crollò.


E sono abbastanza sicura che questo piccolo incidente dia ancora più forza al racconto poetico che c’è dietro.


Il concept è chiaro, evidente, talmente sincero da far male a chiunque sia capace di osservare quest’opera con gli occhi chiusi e il cuore pronto ad afferrare una straziante verità: tutto ciò che conosciamo vive in un equilibrio instabile.


E se c’è davvero un posto in cui io mi sentirei a mio agio con l’esistenza, forse, sarebbe proprio lì:

Seduta di fronte alla bellezza della Libreria Veliero, ammirando un raggio di sole che ne sfiora dolcemente i dettagli accompagnandomi nel racconto di quest’opera, gioirei di ogni piccola cosa ricordandomi che io e quel veliero non siamo poi tanto diversi.

Entrambi vorremmo poter andare nei luoghi inesplorati della vita, desiderando semplicemente qualcuno che si soffermi, con tenerezza, ad osservare tutti i nostri particolari.


Ecco, questo sarebbe un bel modo per sentirsi vivi.


Grazie Franco Albini per questo progetto, capace di far scendere una lacrima ogni volta che la sua immagine si affaccia nella mia mente. Grazie perché il tuo Veliero è, in realtà, un porto sicuro per tutte le anime sensibili.

Con amore,

#IFL

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