Fernando Baldassarre: la memoria di un osservatore

Il mio cuore è pesante, colmo di sensazioni e malinconico, mentre scrivo queste parole tentando (e chissà se sarà mai davvero possibile riuscirci) di onorare la memoria del grande architetto che è stato Fernando Baldassarre.


“Nato nel 1958 a San Severo (FG), si laurea in architettura a Pescara. Dopo anni di lavoro e sacrifici, riesce a esprimere la sua arte e la sua cultura in progetti di chiara potenza, di vibrante passione, pieni di onestà intellettuale.


Contraddistingue la sua buona architettura l’uso di materiali e tecniche locali come la pietra di Apricena, la precisione del disegno e la capacità di ascolto del territorio e dei committenti.

Un uomo dolce e buono che lascia un gran vuoto.”


Queste le parole riportate da La Gazzetta di San Severo e io non posso che far seguito alla lunghissima coda di persone che hanno amato, apprezzato, stimato, ammirato il suo lavoro.


Fernando è stato certamente la figura che più ha segnato il mio percorso di studi.

Ricordo ancora quando ho avuto l’immenso onore di conoscerlo presso la nostra Università in quanto ospite speciale in un esame di progettazione.

Uno dei miei primi esami nel mio primo anno di studi.


Ciò che ci ha colpiti tutti profondamente è stata l’umiltà, la delicatezza e la curiosità con cui ha ascoltato ognuno di noi studenti mentre raccontavamo i nostri progetti.


Io le parole che mi ha detto le ricordo ancora tutte perfettamente ma non le scriverò qui, voglio conservarle nel cuore ancora per un po’ perché mi danno la forza di continuare a credere in me stessa anche quando mi sembra impossibile.


Ecco, quando qualcuno è capace di influenzare tanto positivamente un altro allora non ci troviamo solo

davanti ad un grandissimo architetto ma anche davanti ad una grandissima persona.

Non sarò mai capace di spiegare quanto il lavoro di Fernando è stato importante per tutti quelli che hanno avuto il piacere di venirne a conoscenza.


Lo ringraziamo, ovunque sia, perché ci ha insegnato e ricordato che per essere bravi comunicatori bisogna prima essere bravi ascoltatori e, ancor prima, eccellenti osservatori.

E senza ombra di dubbio, lui era tutto questo e molto di più.


Voglio concludere quella che ormai ha preso la piega di una lettera di arrivederci aggiungendo solo questo:


I Led Zeppelin in “Stairway to Heaven” cantavano di una scalinata che conduce al Paradiso, oggi sono convinta che non fosse una scalinata ma “24 Scale”, come quelle raccontate da Fernando Baldassarre nel suo progetto ad Apricena.


Rinnovo le condoglianze a tutti i famigliari e gli amici più stretti.

Di seguito, alcuni dei suoi progetti.



Con amore,

#IFL.

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