Decluttering: non è solo questione di spazio.

Si avvicina il nuovo anno il che, per me, significa solo una cosa: decluttering!


Gli ultimi giorni di Dicembre li dedico a me, alla mia mental health e alla cura della mia casa che è anche l’ambiente dove lavoro attualmente.


Fare decluttering in questo momento è più che mai essenziale per eliminare ciò che non ci appartiene più ed avvicinarci al 2021 con un bagaglio emotivo più leggero.

Anzi vi dirò di più, niente bagagli: quest’anno preferisco una clutch e possibilmente di Yves Saint Laurent!


Una volta appurato che ci sono situazioni, persone, oggetti da cui effettivamente dobbiamo prendere le distanze la vera domanda è: “come si fa decluttering e soprattutto che significa?”


Il termine inglese decluttering è un neologismo della lingua inglese che potrebbe essere tradotto con “il togliere ciò che ingombra, eliminare la confusione”.

Uno dei metodi più efficaci per ripulire il nostro spazio vitale, fisico ed energetico è sicuramente quello adottato da Marie Kondo, maestra indiscussa del riordino.

La Kondo ci insegna a valutare il perché del legame che abbiamo con gli oggetti e salutarli e ringraziarli per la loro funzione quando non ci servono più.


Il decluttering è perciò una pratica che va oltre la semplice pulizia: ci spinge a riflettere, ad indagare i motivi per cui ci leghiamo ad alcuni elementi piuttosto che ad altri, a rivalutare anche la natura psicologia di certi rapporti che forse non ci fanno più tanto bene.


A livello pratico, per iniziare il processo di decluttering, le esperte consigliano di affrontare un ambiente alla volta, iniziando dal sedersi in un punto inusuale della stanza per riuscire a valutarla nel suo complesso da un punto di vista alternativo rispetto a quello solito.

Il secondo passo è quello di prendere nota delle problematiche più evidenti e delle eventuali correzioni da apportare nell’arredamento dell’ambiente.

Una pulizia profonda della stanza vi metterà in contatto con tutta la sua superficie del locale e vi permetterà di riprendere il pieno controllo del vostro spazio vitale.

Tutti gli oggetti e gli arredi che non vi piacciono più (o non vi sono mai piaciuti), che non si possono riparare oppure sono diventati inutili vanno eliminati e smaltiti.

A questo punto potete pensare a fissare un budget, stilare una lista dei nuovi arredi e accessori di cui avete bisogno e dare inizio all’operazione di rinnovamento.


Quando il nostro spazio fisico sarà ripulito e rinnovato energeticamente, dovremo iniziare a curarci del nostro spazio vitale e delle persone che ne fanno parte.

Attenzione: questo non significa tagliare fuori dalla nostra vita gente a caso dall’oggi al domani!

Significa rivalutare la qualità dei nostri rapporti, quali di questi sono autentici e quali invece ci causano malessere.


Questo non implica le persone in questione siano “cattive”, semplicemente le loro vibrazioni non sono sintonizzate con le nostre e non possiamo essere mutualmente utili alla nostra crescita spirituale.

Non sono una coach, una motivatrice ne’ tantomeno Marie Kondo però vi posso dire quello che faccio per stare meglio, sperando davvero che sia utile anche a voi.


Per prima cosa mi domando come mi sento quando sono in compagnia delle persone che frequento.

Con quali di queste mi sento serena? Con quali di queste la mia pancia è tranquilla e il mio stomaco rilassato? Con quali di queste non mi guardo affannosamente attorno cercando una via d’uscita? Con quali di queste non guardo il cellulare o l’orologio?


Dopo inizio a chiedermi: a quali persone racconto per prime i miei successi?

Perché per ascoltare i fallimenti non ci vuole molto ma per ascoltare, apprezzare e supportare i successi altrui ci vuole tanto amore.


Ancora, continuo le mie riflessioni interrogandomi ulteriormente: le persone in analisi cercano di farmi sentire in colpa quando dico che non posso fare qualcosa per loro?

Si arrabbiano o mi rinfacciano con facilità qualcosa che ho fatto o detto?


E, più in generale, seguo una serie di sensazioni dettate dalla mia pancia che mi suggerisce sempre la cosa giusta.


Quando realizzo che alcune relazioni sono potenzialmente tossiche ne prendo lentamente le distanze, riflettendo su cosa posso fare per cambiare questi tratti e non posso fare nulla capisco che è arrivato il momento di ringraziare e prendermi una pausa.


Allo stesso modo, credo che sia essenziale fare decluttering anche verso noi stessi perché non sempre sono gli altri ad avere dei toxic traits, a volte siamo proprio noi!


Le stesse domande che ci poniamo nei riguardi altrui è bene indirizzarle anche a noi di tanto in tanto per capire a che punto del nostro percorso siamo e quali rami del nostro albero interiore vanno raddrizzati, quali tagliati e quali supportati verso una crescita interiore sana ed equilibrata.


Approfittiamo tutti degli ultimi giorni di questo difficile 2020 per riflettere, ripulire, riordinare, ringraziare e manifestare l’energia necessaria per il nuovo anno.


Con amore,

#IFL


Source: https://www.divanoartigiano.com/blog/decluttering/

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