"AFFECTUS": a conceptual photography story by Flo-VisualArt.



Ho avuto il piacere di conoscere Floriana Ruta prima che diventasse “Flo - Visual Art”. Eravamo nella stessa università, entrambe all'ultimo anno. Lei frequentava il corso di Graphic Design ed io quello di Interior. Ci siamo incrociate solo alla fine del nostro percorso e di questo me ne rammarico, leggendo capirete perché.


Il mondo di Floriana si è scontrato con il mio, così diverso, grazie ad amici in comune. Insomma, è stato un caso. Anche se io, sarò sincera, al caso non ci credo poi così tanto e non mi sorprende che oggi sia qui a scrivere sul mio blog proprio di lei e di uno dei suoi ultimi progetti fotografici. Ma partiamo dalle origini perché quello di Floriana è un viaggio che va vissuto a pieno dall'inizio.


Floriana Ruta nasce il 7 Agosto 1997 a Melfi, in provincia di Potenza. Studia presso l’Università Europea del Design di Pescara, una scelta che segna decisamente la sua personalità facendola emergere a pieno e con audacia.

Se dovessi raccontare tre caratteristiche che ammiro di questa fotografa emergente sicuramente sarebbero l’intuizione, la sincerità e la delicatezza.

Queste ultime due non sono poi così scontate e di rado sono caratteristiche che convivono pacificamente.

Di solito dove c’è sincerità, non c’è delicatezza perché la verità non può essere edulcorata. Invece Floriana ci riesce e lo fa in un modo che non è mai forzato o ingannevole.


Il progetto “Flo - Visual Art” viene alla luce durante il primo lockdown, evento che ha decisamente stravolto il nostro modo di vivere. Con l’ardire che la contraddistingue, Floriana si fa strada nel mondo della Conceptual Photography affacciandosi allo stesso con un tema di grande interesse. “Affectus” è il racconto fotografico che illustra le malattie mentali.


Affectus deriva dal latino: s.m. condizione dell'animo, stato del corpo 1. affetto da malattia, indebolito 2.vicino al limite “


A proposito del suo lavoro, Floriana afferma:


“Affectus nasce con l’intenzione di rappresentare alcuni mostri (…). Sono delle sensazioni, stati d’animo, voci che logorano dall’interno e se non ascoltate inizieranno ad urlare più forte fino a far perdere il controllo e a cedere alla loro forza.”

Le realtà fotografate sono cinque: l’ansia, l’anoressia, la depressione, la rabbia e il panico.








Il lavoro che svolge Floriana, oggi più che mai, è importante. Utilizza il mezzo dei social e della fotografia per servirci con fermezza un piatto dal gusto agrodolce: quello della consapevolezza. Sì, perché dopo aver visto le sue foto è proprio questo il sapore che ti rimane in bocca.

Sei completamente immerso nel suo mondo e non è difficile rimanerne incantati, seppure faccia un po’ male perché, tanto per citarne una, dopo aver visto gli scatti di “Anoressia”, quel vuoto allo stomaco e quella sofferenza li ho sentiti anche io.


Le fotografie di “Flo” sono essenziali, non necessitano di essere interpretate o filtrate con lenti colorate pur risultando ad ogni modo particolari grazie al potente e significativo gioco di luce-ombra. L’accento è posto sui dettagli invisibili e i gesti sommessi che sono poi la vera storia di condizioni mentali complesse e delle quali, ci auguriamo, si parlerà sempre più per diffondere consapevolezza tanto per chi ne soffre che per coloro che si trovano ad assistere un proprio caro.




Ringrazio nuovamente Floriana per avermi dato la possibilità di riflettere ancora su temi così sensibili e per avermi ricordato di non smettere mai di osservare e di trattare con cura le piccole cose perché potrebbero essere indice di grandi necessità.


Con amore,

#IFL.

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