Aesthetic Society: da Wilde alla Vaporwave

Aggiornamento: 18 feb 2021

Buon Lunedì cari amici del Circolo.

Come ormai sapete, tutti i miei articoli sono tratti dalle riflessioni che faccio più spesso durante la settimana e che, per una serie di fortunati eventi, riescono ad avere un senso se messe insieme.


Ho realizzato che ultimamente nelle mie ricerche per immagini affianco sempre una parola, ossia “aesthetic”.


Ne consegue una selezione di immagini più curata e centrata con ciò che stavo cercando appunto perché racchiuse in un’estetica comune.

Ma cosa si intende per estetica oggi?


Citando Wikipedia:

“L'estetica è, tradizionalmente, un settore della filosofia che si occupa della conoscenza del bello naturale o artistico.”

Conseguentemente, si sviluppa il movimento artistico dell’estetismo che risale all’incirca alla seconda metà dell’800.

Figure di spicco in tale ambito furono i maestri Baudelaire, Wilde e D’Annunzio.



Nella corrente predominava ovviamente la visione estetica che aveva rilevanza su tutto ed era il filtro della vita che diventava essa stessa estetica per definizione.

Da questa idea nasce la famosa frase “Art’s for Art sake” ossia “L’arte per il gusto dell’arte”.

Cosa indicava questo? Una fortissima propensione degli esteti a godere dei frutti della bellezza sensibile senza indagare oltre.

Ovviamente per parlare di estetica oggi è necessario contestualizzare.


Generalmente, per estetica intendiamo un insieme di fattori che determinano l’unicità di uno stile e, di conseguenza, il racconto della personalità che ne deriva.

L’aesthetic in quanto tale si inserisce tra noi Millennials e Gen Z grazie alla Vaporwave ossia

“una serie di emozioni, di sensazioni di nostalgia e dalla crisi del capitalismo di fine anni 80, inizio 90. La Vaporwave prende spunto dalla musica elettronica sperimentale che usa campioni jazz, funk e new age degli anni 80, ed è accompagnata da video e immagini aventi una identità precisa fatta di visuals che rimandano a quegli anni. L’Aesthetics prende quindi le immagini del passato distorcendole, colorandole e abbinandole a suoni e effetti lo-fi, arricchendosi con riferimenti di cultura Giapponese e cultura pop, fondendo tutto questo in un mondo trasversale, fuori dal tempo e dallo spazio. “

per citare Claudio Avella di Vaporwaveitalia.it




Dunque possiamo dire che il concetto originale di estetismo viene ripreso e fortificato attraverso l’inserimento di un’ideale da raccontare.

L’estetica non è più fine a se stessa ma è funzionale alla condivisione di sé, soprattutto nel mondo digitale in cui viviamo oggi.

I più precoci nel giudizio potranno già pensare che siamo diventati una società superficiale dove ci si cura della bellezza solo per condividerla nei social.


In un certo senso è vero, almeno per quanto riguarda lo spirito di sharing, ma credo che questo sia anche un punto a nostro favore perché il concetto di bello si è ampliato sempre più e riusciamo a trovare fascino ovunque.


Ora più che mai è importante sentirsi parte di un racconto, avere il proprio stile e non avere paura di esporsi.

Da inguaribile ottimista sono sicura che questa consapevolezza è solo l’inizio di un grande cambiamento che porterà sempre più alla fluidità e all’accettazione del sé, stracciando ogni etichetta del passato.


Ps: In un ipotetico sogno, mi piacerebbe vedere D’Annunzio e Wilde alle prese con la Vaporwave.

Secondo me, sarebbero rimasti estasiati.


Con amore,

#IFL

28 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti